Il ritorno dell’Iperammortamento
La nuova Legge di Bilancio (L. 199/2025, art. 1, commi 427-436) segna il ritorno di uno degli strumenti più apprezzati dalle imprese italiane per la modernizzazione dei processi produttivi: l’iperammortamento.
La misura punta a stimolare gli investimenti in tecnologie d’avanguardia e nell’autoproduzione di energia rinnovabile, introducendo però una novità cruciale: il vincolo dell’origine europea dei beni.
L’agevolazione prevede una consistente maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, valida ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Il beneficio è strutturato per premiare con maggiore intensità i progetti di piccola e media entità, attraverso tre scaglioni:
• 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
• 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro;
• 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
La base di calcolo deve essere assunta al netto di eventuali altre sovvenzioni o contributi pubblici ricevuti.
I pilastri dell’investimento: Digitale ed Energia
Per accedere alla maggiorazione, i beni devono rientrare in due grandi categorie definite dalla legge:
1. Tecnologie 4.0: Beni materiali (Allegato IV) come robot, macchine utensili a controllo computerizzato e magazzini automatizzati, e beni immateriali (Allegato V) come software per la cybersecurity, sistemi di intelligenza artificiale avanzata (LLM, Agentic AI) e piattaforme per il calcolo dell’impronta carbonica.
2. Autoproduzione Energetica: Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo. Per il fotovoltaico, la legge specifica che sono ammessi solo i moduli ad alta efficienza prodotti in UE di cui c’è pochissima disponibilità.
Requisiti e procedure di accesso
Il periodo utile per effettuare gli investimenti va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Oltre al requisito della produzione in uno Stato membro dell’Unione Europea o SEE, le imprese devono garantire l’interconnessione dei beni ai sistemi informativi aziendali come nelle precedenti agevolazioni 4.0.
La gestione della misura è affidata al GSE, che metterà a disposizione una piattaforma informatica per la trasmissione telematica delle comunicazioni e delle certificazioni necessarie. Un decreto attuativo, previsto entro fine gennaio 2026, definirà nel dettaglio la documentazione necessaria per dimostrare la spettanza del beneficio.
Vincoli di mantenimento
L’agevolazione è soggetta a rigidi vincoli: i beni non possono essere venduti o trasferiti all’estero durante il periodo di fruizione. In caso di cessione onerosa, il beneficio può essere mantenuto solo se il bene viene sostituito con una tecnologia di caratteristiche analoghe o superiori. Saranno previste perizie per i beni 4.0, come in passato; si aggiunge la certificazione dei costi da parte di un revisore dei conti.